La rinoplastica primaria è l’intervento di rinoplastica in un/una paziente che non ha mai subito in precedenza interventi chirurgici di plastica nasale.
E’ un intervento ad alta complessità e ad elevata specializzazione.
Richiede al chirurgo sofisticate capacità di analisi pre-operatoria, un patrimonio variegato di tecniche chirurgiche e una attitudine mentale al perfezionismo.

 

Uno dei più comuni tranelli in rinoplastica primaria è legato all’inesperienza analitica del chirurgo.
Molte volte la rinoplastica è considerata sommariamente come rimozione del gibbo (“gobba”).
In realtà, l’armonia del profilo non è solo legata alla conformazione del dorso nasale.
Un gibbo è più evidente se la punta è poco ruotata o insufficientemente proiettata, sicchè la rinoplastica è sempre un intervento bilanciato di riposizione della punta e di adeguamento della linea del profilo alla nuova posizione della punta.
Sono queste modifiche bilanciate, legate a numerose variabili individuali (sesso, altezza, età, conformazione del viso, desideri del/della paziente) che conferiscono naturalezza al risultato finale.

 

Dal punto di vista operatorio, in rinoplastica primaria è fondamentale utilizzare tecniche non aggressive e ad invasività limitata.
In ogni caso, l’invasività deve essere graduata all’entità del difetto da correggere, ed è concettualmente erroneo utilizzare lo stesso approccio per anatomie differenti.

 

Caratteristiche

Rinoplastica Funzionale

La forma deve essere pensata intorno alla funzione. Esattamente come per il buon design…

 

Gibbo & Gibbo

La richiesta più comune dei pazienti che richiedono intervento di rinoplastica è la rimozione chirurgica del gibbo (comunemente definito “gobba”) sul profilo nasale.
Tuttavia, ogni gobba è differente, perché differente è l’angolo tra il naso e la fronte, differente è la posizione della punta, differente l’apertura tra la punta e il labbro superiore.
Per esempio, una punta cadente fa risaltare ancora di più un gibbo di per sé minimo, così come un angolo naso-frontale eccessivamente ottuso ne riduce l’impatto visivo.
La nostra filosofia chirurgica è fondata sul concetto di “profiloplastica nasale”, un intervento bilanciato in cui la rimozione del gibbo è solo uno dei passaggi chirurgici (talvolta il meno tecnicamente complesso) finalizzati a ricreare un profilo nasale armonioso.

 

Scultura delle punte del naso

La chirurgia della punta del naso rappresenta l’aspetto più complesso della rinoplastica.
La punta presenta uno scheletro cartilagineo (cartilagini alari) che fornisce supporto e stabilità alla punta.
Il rimodellamento della punta comporta, a seconda dei casi, modifiche delle dimensioni, orientamento e curvatura delle cartilagini alari, dei loro rapporti reciproci e dei rapporti con le strutture circostanti.
I tessuti molli di rivestimento della punta (cute e sottocute) presentano ampie variazioni individuali e le loro caratteristiche grandemente influenzano la qualità del risultato estetico.

 

Naso deviato

Il naso deviato rappresenta “la” sfida per il chirurgo nasale che deve possedere tecniche adeguate per correggere sia il naso interno che il naso esterno.
L’asimmetria delle due metà del naso è l’aspetto estetico prevalente, mentre dal punto di vista funzionale una fossa nasale risulta più ostruita della controlaterale.
Non è possibile ricreare una perfetta simmetria tra le due metà del viso, anche perché la simmetria non esiste in natura.
A volte può rendersi necessario un “ritocco”, con modalità e tempistiche adeguate, allo scopo di migliorare il grado di simmetria realizzato con il primo intervento.

 

Punta cadente

Un naso con una punta poco ruotata che “guarda” verso il basso è indiscutibilmente un naso poco elegante, che conferisce all’insieme del viso un aspetto “triste”, a volte senile.
Scopo dell’intervento è il riposizionamento estetico della punta del naso che può comportare uso di innesti strutturali nella columella allo scopo di ripristinare condizioni anatomiche stabili.
L’apertura dell’angolo naso-labiale ottenuta come effetto della rotazione della punta determina anche un miglioramento della respirazione nasale.