Rinoplastica

A cura del Dott. Pietro Palma, Specialista in Otorinolaringoiatria

 

Il segreto della moderna rinoplastica è quello di minimizzare il più possibile l’imprevedibilità dei risultati delle manovre, grazie all’esecuzione di interventi millimetrici.

 

Mininvasività è la parola chiave anche per gli interventi più importanti (patologie o disfunzioni respiratorie, ricostruzione strutturale dello scheletro nasale, chirurgia di revisione) grazie alla ‘rinoplastica ibrida’, una tecnica che combina i vantaggi della chirurgia aperta (con incisione della cute esterna per consentire una visione a cielo aperto dello scheletro del naso) con quella chiusa (con incisioni interne al naso, dunque senza alcuna cicatrice esterna evidente).

 

Gli approcci mini-invasivi per il rimodellamento della punta hanno alle spalle uno studio preoperatorio estremamente sofisticato dell’anatomia e dell’estetica della punta, tale da permettere una valutazione con precisione millimetrica dei vari passaggi della procedura.

 

Scopo della moderna rinoplastica é infatti ottenere risultati più naturali, con contorni meno squadrati, senza alterare le strutture di supporto naturali della punta.

 

Ciò che conta è un bilanciamento estetico di luci e ombre che determina l’unicità della punta su un particolare viso.

Occorre che il chirurgo estetico abbia lo sguardo di un pittore, de preveda la maggiore armonia del risultato.

 

Tecniche innovative e pazienti sempre più attenti impongono al chirurgo una abilità sempre più raffinata e un vasto repertorio di tecniche a disposizione per soddisfare le aspettative del paziente, rispettando la differente anatomia di ciascun volto.

 

L’utilizzo di tecniche endonasali mini-invasive facilità il compito del chirurgo anche nei casi di revisione di propri pazienti, perché consente di lavorare su strutture anatomiche sulla quali non si è agito in maniera aggressiva, e non si sono distrutte le possibilità di un reintervento correttivo.

 

Punti di forza dell’intervento sono il calo dei tempi di recupero – da 8 a 10 giorni al massimo per ritornare alla vita sociale, la riduzione di traumi e gonfiori, e soprattutto l’assenza di cicatrici esterne.

 

Seppure la rimozione della “gobba” rappresenta la procedura più richiesta, cerchiamo di far comprendere ai nostri pazienti l’importanza di pensare in termini di “profiloplastica nasale”: prima di pensare alla quantità di “gobba” da rimuovere, è importante programmare la posizione della radice del naso e la posizione della punta del naso.

 

L’atteggiamento attuale, più conservativo e più rispettoso dell’armonia del volto, ha portato ad un aumento significativo della rinoplastiche di revisione che giungono alla nostra osservazione: il 30-40% dei casi che operiamo annualmente è rappresentato da pazienti operati altrove.

 

In alcuni casi si tratta di revisioni non particolarmente impegnative, ma in una quota significativa di casi dobbiamo revisionare pazienti in cui è stata attuata una resezione eccessiva del dorso e una asportazione massiva delle cartilagini della punta.